La Quercia ricorda Vittorio Colò un grande amico di Edo
di Carlo Giordani
Tutti i giornali hanno parlato in questi giorni della tragica morte di Vittorio Colò a Milano. A quasi 101 anni ha deciso di porre fine alla sua lunghissima e intensa vita, segnata fin dalla giovinezza da un grande amore per l’atletica.
Era nato a Riva del Garda, ma nell’immediato dopoguerra aveva indossato per alcuni anni la maglia della Quercia, “gloriosa società di atletica”, come ha scritto ieri il Corriere della Sera. Vittorio aveva partecipato a moltissime gare, orientandosi soprattutto verso il decathlon.
In quel periodo è nata la sua profonda e mai interrotta amicizia con Edo Benedetti, padre fondatore della Quercia, Anche dopo il trasferimento a Milano per lavoro Vittorio aveva continuato a mantenere rapporti con Edo. Qualche telefonata, lettere di auguri a Natale, il puntuale invio dell’annuario sociale della Quercia,
Ricordo che Edo mi faceva leggere ogni anno le lettere di Vittorio. Lettere scritte a mano, che trasmettevano i valori di un uomo di profonda cultura e saggezza, con ricordi e valutazioni sull’atletica, ma anche sui giovani, sulla società in generale.
Dell’atletica Colò era un profondo conoscitore, non solo un praticante fino alla soglia del secolo di vita, con tanti titoli mondiali conquistati nelle categorie master.
Così vogliamo ricordarlo, come uno dei protagonisti dell’era pionieristica della Quercia e dell’atletica a Rovereto, un uomo che non ha mai dimenticato le sue radici.