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Caro Edo ci seguirai da lassu'

La scomparsa di Edo Benedetti, fondatore e presidente onorario dell' U.S. Quercia, ha riscosso unanime cordoglio nel mondo sportivo, politico e sociale del Trentino. Ecco il ricordo che il nostro presidente Carlo Giordani ha scritto per il giornale "L'Adige":

Sindaco di Trento (“amministratore, non politico”, amava ricordare in ogni occasione), presidente dell’Itas, amministratore della Banca di Trento e Bolzano, promotore di iniziative sociali e umanitarie (Villaggi Sos e Associazione Spagnolli) e tante altre cose ancora: la vita poliedrica di Edo Benedetti avrebbe bisogno di un voluminoso libro per essere raccontata.
Ma nel frenetico intreccio di attività non è mai venuta meno la passione per lo sport, una passione autentica, non da tifoso della domenica, sorretta da un entusiasmo quasi infantile, anche con il trascorrere del tempo. Era appena tornato a Rovereto, alla fine della seconda guerra mondiale, risalendo l’Italia con gli alleati dopo aver combattuto a Montecassino. Pochi giorni dopo la fine della guerra il 5 maggio 1945 , nella sala del consiglio comunale di Rovereto, dava vita alla Quercia, la società sportiva che ha seguito ed amato per tutta la vita. Subito dopo fu fra i promotori del Centro Sportivo Italiano Italiano, l’ente di promozione sportiva che ha presieduto per decenni, contribuendo in maniera determinante a creare nelle valli del Trentino una rete di associazioni che ancor oggi rappresenta un tessuto fondamentale non solo sportivo, ma anche di aggregazione sociale.

Edo alle prese con le tabelle dei CdS (Lana 1998)
Edo alle prese con le tabelle dei CdS (Lana 1998)

Lo sport per i giovani, al servizio dei giovani e dell’intera comunità. Questo il credo per cui si è battuto per tutta la vita, fino all’ultimo, con fede incrollabile. Sono stati anche i valori che hanno rappresentato la bussola dei suoi molteplici incarichi sportivi, impossibili da ricordare nel dettaglio.
Presidente della FIDAL regionale (atletica) per qualche mandato, anche quando era sindaco di Trento, presidente della FIPAV (pallavolo) del Trentino Alto Adige, presidente del CONI regionale , giudice di gara di atletica e nuoto, cronometrista, promotore del Gruppo Veterani dello Sport di Trento. I massimi riconoscimenti ottenuti ( Stella d’Oro del CONI e Palma di terzo grado della FIDAL, discobolo d’oro del CSI) non bastano a sintetizzare un curriculum sportivo che non ha eguali.
Edo Benedetti non è solo stato un profeta dello sport vero ed autentico, quello che riassume valori educativi e sociali, ma anche una inesauribile fucina di idee. Ed ecco le Olimpiadi Vitt per mobilitare i ragazzi delle città e delle valli nei gesti semplici dell’atletica, ecco la Coppa d’Oro ideata assieme a Carlo Dalla Torre per valorizzare i direttori sportivi del ciclismo, ecco il trofeo Laurino nello sci, ecco il Palio Città della Quercia, diventato nel tempo uno degli appuntamenti più importanti dell’atletica internazionale in Italia, ecco il Giro di Rovereto e tanto altro ancora.

Edo e Carlo Giordani (Lana 1998)
Edo e Carlo Giordani (Lana 1998)

Le foto sbiadite dal tempo ritraggono Edo sui prati e nei piazzali degli oratori a insegnare la pallavolo, la sua grande passione assieme all’atletica.
Accanto a questa opera di promozione, anche la capacità di ragionare in grande e di vedere lontano. Non tutti lo sanno, ma anche la realizzazione dello stadio Quercia di Rovereto porta indelebile la firma di Benedetti, capace di creare prima le condizioni politiche per costruire la struttura e poi di trovare a Roma le risorse necessarie (allora non c’erano ancora i soldi della Provincia).
Ed anche il fenomeno dell’Itas Trentino Volley si deve alla sua volontà, alla capacità di coniugare la passione sportiva alla volontà come presidente del Gruppo Assicurativo di mettere in campo risorse importanti per una realtà sportiva che negli ultimi anni ha saputo incidere fortemente nella realtà locale, portando il nome di Trento in Italia e nel mondo.
Questo era Edo Benedetti, capace di apprezzare il valore dei grandi campioni della sua Itas, ma attento a seguire con interesse attraverso telefonate quasi quotidiane, anche nell’incalzare dell’età e della malattia, la situazione degli atleti della “sua“ amatissima Quercia.
L’eredità che ci lascia è quella dell’esempio, della lezione di entusiasmo, di fede e fiducia anche nei momenti difficili che la vita gli ha riservato.
Carissimo Edo, sarà impossibile ripetere quanto hai saputo fare, dobbiamo solo cercare di percorrere i sentieri che hai tracciato per tutti noi. Sarà il modo migliore per ricordarti. Ti sia lieve la terra.

Edo alla festa sociale (foto Mosna)
Edo alla festa sociale (foto Mosna)

di seguito anche l'articolo scritto per i suoi 90 anni sull'Annuario sociale 2011.

Edo Benedetti, 90 anni. Un simbolo per la Quercia

di Carlo Giordani

Edo Benedetti non è solo uno dei padri
fondatori dell’U.S. Quercia e ancora presidente
onorario della società, ma il simbolo
che ne impersona la storia e la continuità.
Il giorno 10 gennaio 2012 Edo ha tagliato
il traguardo invidiabile dei 90 anni e nonostante
la venerabile età continua a seguire
giorno per giorno, anche se da lontano, la
vita e l’attività della società che considera
la sua creatura preferita, ancor più dell’Itas,
la squadra di pallavolo che ha contribuito in
maniera determinante a lanciare ai vertici
mondiali.

Edo al Cross della Vallagarina, non mancava mai agli appuntamenti della Societa'
Edo al Cross della Vallagarina, non mancava mai agli appuntamenti della Societa'

Ci vorrebbe l’intero annuario per riassumere
la vita di Edo, che è giusto sia conosciuta
anche dai giovani della Quercia. Edo è stato
non solo un grande dirigente sportivo, ma
anche un personaggio di primissimo piano
della vita amministrativa e sociale del Trentino.
Dopo aver contribuito a gettare le basi
organizzative della Regione Trentino Alto
Adige negli anni successivi alla seconda
Guerra Mondiale (dove ha combattuto a
fianco degli Alleati anche nella battaglia
di Cassino), è stato sindaco di Trento dal
1964 al 1976, commissario straordinario al
Comune di Rovereto nel 1978, presidente
per 30 anni del gruppo Itas Assicurazioni.
In campo sociale fondatore dei Villaggi
SOS in Italia.
In campo sportivo: fondatore del CSI Tren-
tino, di cui è stato presidente per 40 anni,
ideatore con Carlo Dalla Torre del Trofeo
Laurino e della Coppa d’Oro, presidente
regionale della FIDAL e della FIPAV, presidente
regionale del CONI.
Ma qui lo vogliamo ricordare soprattutto
come anima della Quercia, che dopo aver
fondato da giovane appena reduce dalla
guerra nel maggio 1945, non ha mai abbandonato,
continuando a seguirla anche da
Trento, dove ha vissuto a partire dal 1950.
Pur non essendone mai stato presidente,
per Edo la Quercia è rimasto un amore
costante nel tempo, sempre presente nei
suoi pensieri ed anche nelle sue azioni,
pur nelle difficoltà dei molteplici impegni
amministrativi e sportivi.

Edo segue con attenzione le prove degli atleti impegnati nei CdS (Pergine 2005)
Edo segue con attenzione le prove degli atleti impegnati nei CdS (Pergine 2005)

Giusto ricordare il contributo fondamentale
offerto da Edo per la realizzazione dello
stadio di Rovereto, inaugurato nel 1964 e
che non a caso porta il nome di Quercia,
simbolo della città di Rovereto ma anche
il nome della nostra società sportiva. Oltre
a convincere l’amministrazione comunale
roveretana sulla necessità dello stadio con
pista di atletica, grazie anche ai risultati
ottenuti a livello nazionale dagli atleti della
Quercia, Edo riuscì a ottenere a Roma i
fondi necessari per costruire l’impianto (in
quei tempi non c’era ancora una Provincia
autonoma in grado di finanziare l’opera).
E con la nuova pista subito l’idea del Palio
Città della Quercia, destinato a diventare
nel tempo uno dei più importanti eventi
dell’atletica italiana (oltre che il più antico)
onorato dalla presenza di tantissimi campioni
olimpici e mondiali, che hanno portato
il nome di Rovereto in Italia e nel mondo.
L’intuizione del grande evento non ha mai
fatto venir meno l’attenzione che Edo ha
sempre riservato ai giovani, ricordandoci in
ogni momento che la Quercia deve mettere
sempre al centro della propria attenzione
la promozione dello sport e, al servizio dei
giovani e della comunità. Ha sempre seguito
con passione, amore e attenzione gli atleti
che hanno indossato la maglia gialloverde
(e sono migliaia, molte migliaia), alcuni dei
quali hanno portato anche la soddisfazione
della maglia azzurra e dei grandi risultati.
I tempi cambiano, ma i valori restano. Per
questo il modo migliore che i dirigenti, i
tecnici e gli atleti della Quercia possono
mettere in campo per festeggiare Edo è quello
di seguire il suo esempio di passione, di
entusiasmo, anche di fiducia e di speranza
nei momenti difficili che inevitabilmente si
incontrano lungo gli affascinanti sentieri
dello sport.

Edo al Palio con l'allora assessore provinciale Berasi e Carlo Giordani
Edo al Palio con l'allora assessore provinciale Berasi e Carlo Giordani

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