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Riflessioni ad alta voce sul calendario 2012

Forse varrebbe la pena che l’atletica italiana facesse qualche riflessione su questo scorcio del calendario internazionale 2012 dell’attività su pista:

  • sabato 1 settembre: Terrra Sarda
  • domenica 2 settembre: Padova
  • martedì 4 settembre: Rovereto
  • mercoledì 5 settembre: Milano
  • domenica 9 settembre: Rieti.

Nell’arco di 8 giorni sono concentrati 5 dei 7 meeting italiani che godono di un ”permit” IAAF o EAA. Restano fuori da questa settimana superintasata soltanto il Goldena Gala ( fine maggio) e il Memorial Nebiolo di Torino (inizio giugno).

La situazione del calendario che riguarda l’Italia va inquadrata nel panorama complessivo internazionale. Nello stesso periodo troviamo anche Zurigo, Berlino, Zagabria, Bruxelles.
Pare fin troppo facile prevedere quello che succederà all’inizio del prosismo settembre: gli organizzatori italiani a contendersi i pochi atleti italiano spendibili ed in lotta anche per gli stranieri già contesi dai più ricchi appuntamenti della Diamond League, difficoltà presumibili a trovare adeguati spazi televisivi ed anche sulla stampa.
Tutto questo nel contesto di una situazione già pesantissima, che costringe gli organizzatori ad autentici miracoli per sopravvivere. Sarebbe ingiusto indicare come primo bersaglio di questo assurdo calendario la FIDAL: gli organismi internazionali. IAAF ed EAA, non hanno fatto altro che recepire le richieste avanzate dai singoli organizzatori. E quindi verrebbe da dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ma non è logico porsi qualche domanda sui motivi per cui si è arrivati a questa situazione? Non dovrebbe la FIDAL esercitare un ruolo di regia sugli eventi che si svolgono in Italia? Non dovrebbe la FIDAL cercare di valorizzare i meeting italiani come occasione di crescita tecnica per i nostri migliori atleti, attraverso esperienze internazionali qualificate? Ci pare che lo stesso presidente Arese, nella conferenza stampa a conclusione dei Mondiali di Daegu, abbia sottolineata la necessità di confrontarsi maggiormente a livello internazionale. Questa indicazione dovrebbe valere tanto più per i meeting che si svolgono in Italia.
Gli organizzatori dei meeting su pista, dove non c’è nessun spazio per il business possibile su altri fronti, contribuiscono a tenere in vita quel poco che resta dell’atletica spettacolo lanciata da Primo Nebiolo e alla quale ora si fa riferimento come ad una specie di età dell’oro. In quel periodo era la stessa FIDAL, sicuramente più ricca di adesso, a tenere in vita appuntamenti come quelli della Notturna di Milano (allora targata Pro Patria), di Firenze e di Viareggio. Non è forse un caso che tutti e tre questi eventi siano usciti di scena con la fine del periodo delle vacche grasse. Hanno tenuto duro quelli costruiti sulla forza della passione e sui sacrifici di società e persone mosse soltanto dall’amore per l’atletica.

La FIDAL della gestione Arese sembra aver dimenticato nei fatti questa importante componente del movimento atletico italiano, al di là dell’attribuzione (dovuta) di una quota di diritti televisivi.
Nel periodo della presidenza Gola c’era grande attenzione e coinvolgimento degli organizzatori. Ricordiamo alcuni fatti:
una commissione federale ad hoc, in cui c’erano i rappresentanti dei vari settori (pista-strada-cross-indoor);
assistenza e supporto agli organizzatori tramite l’Ufficio Internazionale;
conferenza del calendario.
Di tutto questo si sono perse le tracce. In sette anni di presidenza Arese gli organizzatori di eventi su pista non sono mai stati convocati o coinvolti dalla FIDAL in qualche ragionamento che poteva essere di utilità e di crescita per tutti. Cancellata la conferenza del calendario, occasione utile per cercare di risolvere in via preliminare problemi di sovrapposizioni assurde e dannose, come quelle del calendario 2012 illustrate all’inizio. Fra l’altro la conferenza del calendario era a costo quasi zero, con spese di viaggio e soggiorno a carico dei singoli organizzatori.
Si ha notizia di un recente coinvolgimento degli organizzatori di maratone, per discutere del problema dei costi di produzione televisiva, che la RAI non vuole più sobbarcarsi. Per il resto si ricorda solo un approccio con gli organizzatori di cross internazionali, peraltro fortemente sollecitato dagli stessi organizzatori, per cercare di razionalizzare il calendario e far rinascere il defunto Grand Prix. Ma anche quell’approccio è rimasto lettera morta.

Sono segnali inequivocabili di una gestione autoreferenziale, poco o nulla disponbile ad ascoltare i protagonisti del movimento. Davvero è un peccato che chi esprime idee e proposte diverse ed anche critiche costruttive sia considerato un “nemico”. Ma è necessario correre anche questo rischio di essere catalogati fra i nemici quando c’è la serena consapevolezza di voler soltanto contribuire alla crescita della nostra amata Atletica, per la quale abbiamo speso una parte importante della nostra vita.

Carlo Giordani
Presidente U.S. Quercia Rovereto(*)

(*)società fondata nel 1945, conta su oltre 400 tesserati (giovanili-assoluti-master), organizzatrice di:
Palio Città della Quercia (47 edizioni)
Cross della Vallagarina (35 edizioni)
Giro di Rovereto (64 edizioni)
Quercia d’Oro su pista (44 edizioni

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